Il gioco continua ad essere regolato dalle leggi locali

gioco d'azzardo e leggi locali

Nessuno pensava che la Conferenza Unificata, tanto agognata dagli operatori del mondo del gioco d’azzardo lecito, avesse la bacchetta magica e che dal primo incontro potessero nascere “nuove idee condivise” che potessero mettere la parola “fine” tra le annose battaglie tra Stato ed Enti Locali. Nessuno, quindi, poteva mettere “a bilancio” che tutto si sarebbe concluso a breve, anche se la speranza di “qualcosa di concreto” nell’immediato, indubbiamente era nel cuore di ognuno degli addetti ai lavori. Tutti, invece, si rendono conto che le leggi locali in essere continuano ad esistere e continuano nella loro strenua battaglia per fermare il gioco.

Nessun Comune, nessuna Regione, nessuna Amministrazione ha fatto un passo indietro ed i regolamenti comunali continuano a “mietere vittime” nel settore del gioco e tra gli operatori che non riescono quasi più ad avviare una attività ludica che comporti l’impiego di apparecchiature da intrattenimento in posti commerciali: se non rimanendo “defenestrati e relegati” in periferie, oppure in zone industriali che, indubbiamente, non offrono possibilità di riuscire a concretizzare un’impresa commerciale “soddisfacente”.

Quello che è veramente stupefacente, e che dovrebbe fare ben riflettere, è che il gioco pubblico italiano ed i casino mobile, in questi giorni, viene elevato a modello vincente di regolamentazione dato che è in grado di garantire affidabilità, in un confronto tra regolatori ed industria del gioco organizzato e promosso da Euromat a Barcellona. Proprio in quell’evento l’Italia viene presa come riferimento importante e, sempre negli stessi scorsi giorni, in un Forum della Pubblica Amministrazione veniva proposto il sistema italiano delle scommesse come ideale strumento per monitorare e prevenire le frodi nel mondo dello sport.

E che dire se si guarda all’anniversario di Sogei, partner tecnologico dello Stato e creatore di alcuni dei migliori casino italiani, nel quale per l’impianto di estrema sicurezza organizzato nel nostro Paese per governare il gioco pubblico venivano espresse lodi e parole di plauso? Una perla aggiunta alla “splendente collana” del mondo del gioco lecito, almeno così si potrebbe recepire da quanto viene espresso dalla stragrande maggioranza di coloro che “di gioco trattano”. Palesemente, sembrerebbe di capire che “il sistema gioco lecito italiano” funziona, ma in pratica lo si osteggia…

Quanto sopra andrebbe tenuto nel debito conto anche da parte di coloro che vorrebbero veder sparire dal territorio l’offerta di gioco: i benpensanti ed i moralisti dovrebbero fare i conti con la realtà del nostro Paese che non mette in condizioni di pensare che gli italiani smettano di giocare. Hanno da sempre ricercato il gioco, puntando danari sui circuiti illeciti, prima del lavoro dello Stato nella regolamentazione del gioco pubblico. Continuano a giocare in questi anni nel circuito lecito (ed anche in quello illecito) e continueranno a ricercare il gioco anche se si dovesse decidere di rinunciare al gioco statale.

Il fatto che i giocatori dei casino con bonus ci siano stati, ci siano e ci saranno non significa che non bisogna fare nulla per la situazione attuale del gioco che forse non è quella ideale. Ma questo lo si dice da tempo, ed anche lo stesso settore ha ammesso che la regolamentazione sulla “diffusione selvaggia” dei prodotti di gioco si dovrà fare e, quindi, diventerà inevitabile una mediazione tra questi due fronti (Stato e Regioni) nonostante sembri così difficile da raggiungere. Il settore ha bisogno di certezze, di riforme, di ordine nazionale per poter continuare a vivere.