L’assessore Beccalossi si scaglia contro il gioco lecito

gioco d'azzardo lecito

Il gioco deve esistere sul territorio oppure no, chi gioca può essere giudicato oppure no, gli imprenditori e gli industriali del gioco sono speculatori oppure offrono possibilità sociali al territorio, ma offendere chi opera nel settore in modo così “sbandierato” come mette in essere Viviana Beccalossi, assessore alla Regione Lombardia, sembra più una operazione personale che da riferirsi al suo impegno pubblico. Ecco, quindi, che ci risiamo con le esternazioni dell’assessore che è passata dal tacciare “attaccaspine” riferendosi al ruolo imprenditoriale degli operatori, al più attuale “strozzini di Stato” etichettando con questa elegante locuzione sempre gli addetti ai lavori del mondo del gioco lecito. Certamente, più che uno schieramento dovuto al suo ruolo, quello dell’Assessore Beccalossi sembra più una dimostrazione di “avvenuta redenzione”, oppure un mero bisogno di “espiazione”. Ma in ogni caso sembra un atteggiamento od una ossessione senza precedenti che si trascina da un bel po’ di tempo.

As.Tro, associazione dei gestori del settore intrattenimento e dei casino online, non può esimersi dal rilasciare il suo punto di vista nei confronti delle esternazioni “così fini” dell’assessore Baccalossi. Indubbiamente frasi che lasciano “basiti” coloro che almeno rispettano chi svolge il proprio lavoro, oltretutto in forza di concessioni profumatamente pagate proprio allo Stato, che Viviana Beccalossi dovrebbe rappresentare con obbiettività e serenità. È ovvio che ognuno pensa e si esprime con la propria testa, ma va sottolineato che il rispetto di tutti dovrebbe essere insito sopratutto in un personaggio politico. Ma tant’è… la politica ci ha abituato a ben altro.

Forse, sempre secondo As.Tro, per capire l’atteggiamento messo in opera da Viviana Beccalossi, bisognerebbe farne un poco la storia. Perché si è parlato di “redenzione”? Perché nel 2009 l’assessore ha fatto parte della maggioranza parlamentare che ha varato, con voto favorevole proprio dell’assessore, il decreto Legge istitutivo delle Videolotteries: i famosi 57mila apparecchi da casinò che accettano puntate sino a 10 euro al colpo e promettono vincite sino a 500mila euro. Successivamente, non soddisfatta, negli ultimi tre anni con la Regione Lombardia ha varato -sempre con il suo intervento specifico- due Leggi di restrizione all’installazione di apparecchi da gioco lecito e di siti legali di casino aams che sono state artefici del “fantastico traguardo” di un aumento del numero di soggetti toccati dal Gap del 42% nei primi due anni di vita dei divieti ed, addirittura, di un 100% di aumento di soggetti toccati dall’abuso del gioco nell’ultimo anno: dati riferiti da dichiarazioni sempre dello stesso Assessore Beccalossi.

Forse i risultati dei vari regolamenti messi in essere in Lombardia non consentono di mantenere una sorta di protagonismo sulla materia del gioco. Secondo As.Tro, con il proibizionismo ed i regolamenti “lombardi” si sono mietute veramente tante “vittime” e provocato troppi danni alla popolazione amministrata proprio da personaggi come Viviana Beccalossi. E non è la sola Regione che con questo tipo di atteggiamento verso i migliori casino  “assolutamente contrario al gioco lecito”: ve ne sono altre che perseverano, nonostante tutto, nelle strade imboccate e non ammetteranno mai che ciò che è stato fatto, e che ha avuto esiti negativi, si potrebbe tranquillamente rivedere. Ma sembra che i politici, di ogni colore, siano dei personaggi che non ritornano sui propri passi, almeno alcuni, e ci si permette di dire forse quelli meno intelligenti.